
Chi sono
Sono nato nel 1963, ormai troppo tempo fa per sentirmi ancora giovane, ma ancora poco per sentirmi già vecchio.
Ho avuto un’infanzia allegra e spensierata, soprattutto grazie a mio nonno, che fino ai cinque anni mi ha tenuto con sé.
I primi anni di scuola, specialmente dopo il trasferimento a Torino, sono stati una continua scoperta, studiare era sempre facile e i risultati sempre molto buoni.


Ho sempre avuto il desiderio di scrivere e negli anni del liceo ho coltivato questa passione come moltissimi adolescenti, anche se oggi, a riguardare i diari di allora, mi rendo conto di un'ingenuità che a quell'epoca non credevo di avere, insieme ad una buona dose di superficialità, dovuto alla scarsa conoscenza della vita, che quasi sempre non mantiene le promesse o, comunque, ti conduce in luoghi e situazioni che non avresti immaginato.
Dopo il liceo mi sono iscritto a giurisprudenza e nello stesso tempo ho trovato lavoro in un giornale locale, diffuso nella zona di Chieri.
Sono stati anni importanti: ho acquisito disciplina nella forma e nella ricerca del contenuto, imparando che per scrivere non puoi solo dare libero sfogo a sentimenti ed emozioni, ma devi avere qualcosa da raccontare.Qualcosa di interessante.
Poi, sempre durante l’università, ho anche gestito un negozio di cancelleria e questo mi ha fatto abbandonare il giornale e sono così cominciati anni in cui la scrittura è rimasta un desiderio nascosto, però mai sopito.
Era come se qualcosa, dentro di me, mi dicesse che non era ancora ora di sperimentarmi nella narrazione, che c’erano altre cose da fare.


La professione di avvocato, che esercito ormai da quasi 30 anni, mi ha fatto tornare finalmente alla scrittura, seppure secondo schemi obbligati, nei quali la concreta esistenza delle persone è sì il contenuto principale, ma solo allo scopo di affermare le proprie ragioni sul piano del diritto e dell’interesse materiale. La vita vera, però, talvolta riesce ad entrare, anche prepotentemente, negli atti processuali e nelle sentenze dei giudici.
Il fatto, comunque, è che adesso mi sento pronto e voglio raccontare.
Quindi adesso eccomi qui.
Sono pronto a raccontare, in questa specie di “blog” che ancora non so bene come costruirò e, soprattutto, come riempirò di pensieri, esperienze e – perché no – anche di provocazioni che possono stimolare una discussione, prese da quella che è la vita di tutti i giorni.
Se volete leggere, siete i benvenuti.
